La Corte dei Conti con carte e lente d’ingrandimento punta il dito sui bilanci, in rosso, dei parchi e di quello dell’Alta Murgia i cui introiti sono legati per gran parte a fondi pubblici. Solo spese vive ma nulla o quasi da introiti aggiuntivi, legate a servizi e flussi turistici. Nino Sangerardi, riprendendo la situazione degli ultimi anni, mette il dito nella piaga dei vuoti dirigenziali che non consente –oggettivamente- di caratterizzare e definire la programmazione sulle priorità sulle quali investire. Ce ne sono sia dal punto di vista ambientale che cultura, archeologico e dell’economia agro-silvo-pastorale o del trekking. Si dovrebbe partire da qui, per attenuare il rosso dei bilanci.

Corte dei Conti notizia sui bilanci del Parco Alta Murgia

Nino Sangerardi

La gestione finanziaria,anni 2014-2015-2016, dei 23 Parchi nazionali radiografata dalla Corte dei Conti sezione del controllo sugli Enti.
“In sintesi—scrivono i Giudici–l’esame dell’intero sistema dei Parchi evidenzia aspetti problematici già rilevati in precedenti referti,sia nell’attuazione della Legge n.394/99 sia di carattere economico-finanziario”.
Ecco : la complessità delle procedure di adozione degli atti di pianificazione tanto che per molti Enti parco,a distanza di 26 anni dall’entrata in vigore della Norma quadro, il relativo procedimento è ancora non definito , l’inadeguatezza del modello organizzativo,ritardi nella nomina degli organi di amministrazione alla scadenza dei relativi mandati,sostanziale irrilevanza delle entrate economiche proprie,una situazione di deficit economico strutturale di alcuni Parchi che richiede attenzione anche da parte del Ministero vigilante(quello dell’Ambiente).
Per quanto riguarda il Parco dell’Alta Murgia,ha un’estensione di 68.077 ettari e comprende 13 Comuni dislocati nella provincia di Bari e provincia BAT.
Dal 14 marzo 2017 la sedia presidenziale è vuota. Ultimamente i vertici del Ministero dell’Ambiente hanno comunicato l’apertura,tramite nota del 17 febbraio 2017, dei contatti con la Regione Puglia al fine di designare il nuovo capo del Parco,e sollecitando ,a luglio scorso, un incontro.
Ad oggi,ottobre 2018,nulla è dato sapere mentre si contempla l’assenza del presidente.
Strano,essendo Ministro dell’Ambiente l’operativo Sergio Costa Generale di Brigata Carabinieri Comandante Regione Carabinieri Forestale Campania.
Al 31 dicembre 2016 il personale in servizio al Parco murgiano,sede in Gravina, è pari a dieci unità più il direttore. La spesa annuale,escluso il Tfr, registra un aumento del 9,57% nel 2014 per poi diminuire dell’1,3% nel 2015 e del 6,31% nel 2016 attestandosi su 605.102 euro.
Le principali azioni sono state svolte nelle aree di competenza : tutela territorio e paesaggio,conservazione della biodiversità,sostegno a turismo,attività economiche e educazione ambientale.
Il Parco detiene partecipazioni societarie nei seguenti Gruppi di azione locale : Murgia Più,Terre di Murgia,Conca Barese,La città di Caste del Monte,Fior d’Olivi.
I risultati finanziari mettono in luce una tendenza altalenante. L’esercizio 2014 chiude con un avanzo di 664.727 euro,invece nel 2015 si ratifica un disavanzo(-921.657 euro) per l’effetto congiunto della significativa(-54%) contrazione dell’avanzo della gestione corrente ammontante a 401.925 euro e dell’esponenziale peggioramento(oltre 6 volte) del deficit di parte capitale nella misura di 1.337.368 euro.
La gestione finanziaria nel 2016 torna a concludersi con un avanzo di 33.165 euro stante il notevole incremento(+ 66,6%) dell’avanzo corrente(669.746 euro) e della diminuzione del disavanzo in conto capitale che si assesta su euro 636.581.
Il Parco “dipende quasi totalmente dai trasferimenti finanziari statali che incidono nei tre esercizi considerati in percentuale superiore al 95%. Essi sono costituiti oltre che dal contributo ordinario per tutti i Parchi,da un ulteriore contributo previsto per il funzionamento della Legge n.426/98 nonché da contribuzioni economiche straordinarie”.
I residui passivi evidenziano un andamento di progressiva diminuzione,portandosi da 4.993.447 euro nel 2014 a 4.017.957 euro nel 2015 e 2.727.152 euro nel 2016.
Le operazioni di riaccertamento hanno determinato,negli anni 2015 e 2016, un sensibile incremento degli importi eliminati ma essi rimangono ancora percentualmente modesti rispetto al totale annotato all’inizio di ciascun esercizio contabile.
Pertanto i Magistrati invitano i vertici del Parco “ad assumere iniziative dirette a un attento monitoraggio della permanenza delle ragioni del debito,considerando che molte partite risalgono ad esercizi precedenti”.
Nell’attivo finanziario la posta “immobilizzazioni immateriali” ammonta a 7.610.458 euro nel 2014,a 8.186.723 nel 2015 e 8.247.545 euro nel 2016,ed è costituita in prevalenza dalla voce “immobilizzazioni in corso e acconti” che comprende somme e residui impegnati negli anni passati per interventi non completati, più altri investimenti dell’esercizio .
Il patrimonio netto dell’anno 2014 è 10.094.954 euro, 10.060.140 nel 2015 e 10.304.700 nel 2016.Quest’ultimo termina con un avanzo economico di 244.560 euro che,pur invertendo il risultato negativo del 2015(-34.814 euro),resta comunque inferiore a quello del 2014(383.283 euro).
Il risultato della gestione caratteristica è positivo soltanto nel 2014(264.873 euro) per diventare negativo nel 2015(- 319.107 euro),nel 2016 il deficit migliora sensibilmente e raggiunge il contenuto valore di euro 2.214.
Nelle considerazioni finali la Corte desume che la Regione Puglia il 22 marzo 2016 ha adottato il Piano e il Regolamento del Parco nazionale dell’Alta Murgia.
Sul Regolamento è in corso l’istruttoria ministeriale. Il percorso di approvazione del PPES(piano pluriennale economico e sociale) è da tempo pendente presso il medesimo Parco.
“Nel triennio analizzato—raccontano i Giudici—l’incarico del Direttore è stato espletato da un funzionario dell’Ente facente funzioni,cui sono stati corrisposti emolumenti che, secondo quanto rilevato dal Collegio dei revisori dei conti,non erano dovuti”.
La relazione sui ventitrè Parchi italiani è stata inviata ai presidenti di Senato e Camera dei Deputati.