Serviranno 5000 euro per un percorso che si annuncia lungo dal Tar e, chissà, fino al Consiglio di Stato. Ma loro, le associazioni Comitato No Inceneritore, Wwf, Associazione italiana esposti amianto (Aiea) e Medicina democratica, non demordono  e hanno già pronto il ricorso come avevano preannunciato lo scorso anno nel corso di una conferenza stampa tenuta alle Monacelle.  E così hanno attivato la campagna di sottoscrizione ” Grazie, non Fumi” per sostenere l’iter procedurale di ricorso al  Tribunale amministrativo regionale con l’obiettivo di bloccare o sospendere una delibera della giunta regionale della Basilicata del 7 novembre 2017, che  ha autorizzato la Italcementi a bruciare negli impianti di Matera 48.000 tonnellate l’anno di combustibile derivato da rifiuti ( Cdr e di combustibile solido secondario ( Css). I contributi per il ricorso, che sarà presentato entro il 15 gennaio 2018, potranno essere donati a il bonifico su Poste Italiane  con IBAN IT33R0760116100001040256636 oppure il servizio Pay Pal all’indirizzo paypal.me/NoInceneritoreMatera. Il versamento si può effettuare anche direttamente sul sito www.noinceneritore.it utilizzando il formato  presente sulla home page.

” E’ l’ultima occasione- hanno detto i promotori dell’iniziativa, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Mimmo Genchi, Francesco Filippetti e Mariangela Giordano) per il Comitato No Inceneritore a Matera-per chiedere l’annullamento di un deliberato amministrativo, adottato con superficialità, e per fermare un ulteriore atto di violenza al nostro ambiente, le cui conseguenze potrebbero manifestarsi anche in un futuro lontano per la nostra salute e quella dei nostri figli”. Un tema sul quale il dibattito è tutt’ora aperto L’Aiea ha riferito che sta seguendo alcuni casi di ex dipendenti dello stabilimento con malattie absesto correlato, uno dei quali ha  ottenuto il riconoscimento di malattia professionale. Mario  Murgia di Aiea,, in particolare, ha auspicato che si faccia un passo indietro nell’utilizzo di rifiuti che possono portare alla lunga conseguenze negative sulla salute.  “ Abbiamo un cementificio –ha detto Murgia-che ha ottenuto certificazioni per la qualità dell’aria, con una ISO che lo attesta grazie anche a modifiche  tecniche che hanno migliorato queste emissioni. Con i combustibili autorizzati si rischia di saturare questa situazione, con la emissione di prodotti che possono creare conseguenze negative per la salute.. Si sta cercando di bandire le conseguenze degli inceneritori e invece ci si ritrova a trasformare dei rifiuti in combustibili che, in pratica, possono contenere materie plastiche o qualsiasi altro prodotto’’. Dibattito sempre aperto in attesa che le carte facciano il loro corso. Aiea,intanto, prosegue il lavoro su altri fronti con un report-dossier consegnato alla presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrin, che mette a confronto le situazioni degli esposti all’amianto e di altre malattie correlate negli ex stabilimenti chimici e dell’indotto tra la Valbasento (Matera) e Ottana (Nuoro). Commissione al lavoro in attesa di conoscerne le determinazioni. Le statistiche, purtroppo in evoluzione, hanno segnalato 250 decessi a Pisticci e l’85 per cento riguarda ex dipendenti Enichem. Attualmente sono monitorati 8 mesoteliomi e 100 carcinomi polmonari.