Hai voglia a parlare di sostenibilità, di barriere architettoniche e di un minimo di comfort, come l’opportunità di potersi riposare un attimo, che prende anziani, disabili, mamme con bambini che visitano con continuità a Matera i rioni Sassi, Barisano e Caveoso. Di panchine nemmeno l’ombra. Chi vuole si arrangi sulle scalinate di chiese e vicinati, ma provvedendo a stendere un foglio di carta o a pulire se non vuole sedersi sulla sporcizia o, peggio, su escrementi di zozzoni e di cani..che godono della ”consolidata” impunità, visto che nessuno fa rispettare ordinanze e buona educazione. Ed è di questo, che occorrerebbe parlare, quando in Municipio si fannno incontri su decoro e convivenza tra persone e animali. Enrico Annecchino, materano doc e con mezzo secolo quasi alle spalle di esperienza e, spesso, di ”sangue amaro” per le tante iniziative realizzate ”a costo zero” con la rappresentazione, insieme al Gruppo Teatro Matera, di eventi sacri come il Natale o la Passio Christi o di sana allegria legata alle tradizioni, come il Carnevale punta il dito su un ”servizio minimo” reclamato dai turisti. ” Guardatevi intorno ma nei Sassi non ci sono panchine – commenta Enrico, che a 75 anni chiamiamo amabilmente e lo meriterebbe ‘assessore al turismo’. Se non fosse per i bar sarebbe un disastro. I visitatori, delle diverse fasce di età, non hanno un posto dove sedersi. Si arrangiano sedendosi per terra o sulle scalinate, ma è poco igienico per ovvi motivi. Possibile che non ci pensa nessuno? Basterebbero panchine in pietra come quelle della ”balconata dell’ex Liceo” a piazza Pascoli. La spesa è contenuta ma incontrerebbe senz’altro la soddisfazione dei visitatori”. E’ una lacuna che va colmata superando il ”gigantismo” di progetti, piani e strategie a lunga scadenza che non rispondono alla domanda di soluzione di problemi minimi, come quelli del comfort e del decoro urbano. ” Serve un minimo di attenzione e capacità di ascolto di quello che chiedono i visitatori-aggiunge Enrico- a cominciare dalla pulizia, affidata anche al senso di responsabilità di cittadini, operatori economici e turisti, e alla manutenzione del selciato e dei servizi ,spesso oggetto di danneggiamenti”. Richiesta condivisibile. Ma il turismo e la città, anche in relazione alle diatribe politiche al Palazzo di Città, vanno avanti da sè …come il ”carrozzone” di Renato Zero. E il risultato è quello: zero e porto zero. Enrico lancia un altro sasso nello stagno delle cose da fare, auspicando una molla di orgoglio a tutela dell’identità culturale della città dei Sassi e riguarda le rappresentazione sacre di Natale e Pasqua con uno scarso protagonismo delle realtà locale. ” Purtroppo, rispetto alle esperienze del passato – commenta Annecchino- c’è uno scarso protagonismo di gruppi e associazioni locali per eventi sacri, come il Natale e la Settimana Santa. Possibile che debbano venire da fuori realtà per le rappresentazioni nei Sassi, quando in loco abbiamo cinque, sei gruppi teatrali che potrebbero farlo? Per carità quando ci sono dei bandi tutti hanno diritto a partecipare. Ma anche quelli locali devono poter essere protagonisti e questo potrebbe essere senz’altro una opportunità di lavoro tutto l’anno. Svolgerò una azione di stimolo, affinchè non si resti a guardare”. Giusto, perchè mentre gli altri fanno i fatti e si propongono..da noi, per eccesso di individualismo o diffidenza, si fanno ” chiacchiere a vvacant… a vuoto”. Per cui orecchie aperte e seguite il suggerimento dell’assessore Annecchino.