Dalla terra di Dante a quella millenaria delle gravine del comprensorio materano, per tornare a volare. E la storia di un avvoltoio grifone, che abbiamo ribattezzato “Gigliato” per le radici nei cieli fiorentini, conferma che senza passione e dedizione la strada della guarigione è irta di difficoltà.

A raccontarcela nel comunicato che segue è Matteo Visceglia, responsabile del Centro Recupero Animali Selvatici della Riserva di San Giuliano ( Matera) fino al lieto fine che ha consentito al giovane esemplare, con una apertura alare di due metri, di riprendere il volo. E quale scelta azzeccata se non tra i propri simili.

Per la reintroduzione in natura il personale e i collaboratori del CRAS- ci informa Matteo- hanno scelto l’area calabrese del Pollino, sia per la relativa breve distanza dal Centro, fondamentale per evitare inutili stress da trasporto al giovane “dimesso”, sia per la presenza di un nucleo di grifoni che da anni frequentano regolarmente le spettacolari ed imponenti Gole del Raganello, risultato di un progetto di reintroduzione attuato dall’Ente Parco a partire dal 2002.

Senz’altro il ‘Gigliato’ tornerà da queste parti, magari per un saluto o per convolare a nozze visto che è stato inanellato… Auguri, buon volo e prosperose covate.

comunicato stampa 14 giugno 2018

UN AVVOLTOIO GRIFONE CURATO E RIABILITATO PRESSO IL CRAS MATERANO RITORNA A VOLARE NEL PARCO NAZIONALE DEL POLLINO

Un giovane avvoltoio Grifone (Gyps fulvus), recuperato nello scorso ottobre in Toscana, località Lastra a Signa (FI) in stato di forte debilitazione e con una frattura alla tibia destra, operato con urgenza dal dott. Simone Scoccianti presso il Vet Hospital H24 di Firenze, è stato affidato al CRAS di Matera su richiesta e autorizzazione dell’Azienda USL Toscana Centro (Dott. E. Loretti) per la successiva riabilitazione, con la supervisione scientifica della dott.ssa Olimpia Lai del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari.

Dopo aver superato la delicata fase post-operatoria, l’esemplare, con un’apertura alare di 2 metri e mezzo, ha intrapreso il percorso di cura e riabilitazione in una voliera a sua completa disposizione per il recupero funzionale dell’arto fratturato. Gli operatori del CRAS hanno garantito quotidianamente ogni cura e assistenza, fornendogli alimentazione adeguata alla sua natura di necrofago e la massima tranquillità. I controlli clinici successivi effettuati presso la Clinica Centro Veterinario Einaudi – Gruppo CVIT di Bari hanno permesso di valutare il normale processo di riparazione della frattura e la rimozione dei mezzi di osteosintesi.

Finalmente, dopo 4 mesi presso il CRAS materano, il giovane Grifone è stato trasferito nel Parco Nazionale del Pollino, il cui Ufficio Conservazione guidato dal dott. Pietro Serroni ha subito offerto la propria disponibilità ad ospitarlo per un breve periodo di ambientamento pre-rilascio in una voliera posta sul ciglio delle Gole del Raganello, nei pressi di Civita. Nei giorni scorsi con la collaborazione del dott. Pino Cortone, l’esemplare è stato marcato con anello metallico dell’INFS, anello colorato con codice alfanumerico, ed equipaggiato con logger GPS che potrà consentire di seguire “in remoto” i suoi spostamenti grazie all’invio delle coordinate geografiche rilevate dal logger.

Per la reintroduzione in natura il personale e i collaboratori del CRAS hanno scelto l’area calabrese del Pollino, sia per la relativa breve distanza dal Centro, fondamentale per evitare inutili stress da trasporto al giovane “dimesso”, sia per la presenza di un nucleo di grifoni che da anni frequentano regolarmente le spettacolari ed imponenti Gole del Raganello, risultato di un progetto di reintroduzione attuato dall’Ente Parco a partire dal 2002; il personale del Parco rifornisce regolarmente un carnaio da diversi anni al fine di garantire una sicura risorsa trofica per questi straordinari avvoltoi, costituendo così un altro vantaggio per il giovane appena restituito all’ambiente.

Il Responsabile del CRAS Matteo Visceglia dichiara:
Siamo molto soddisfatti per il rilascio del giovane Grifone, risultato ottenuto in circa 8 mesi di lavoro durante i quali abbiamo potuto dimostrare come il nostro Centro, con l’aiuto di vari professionisti bravi e preparati, in primis la dott.ssa Olimpia Lai, riesce a ottenere ottimi risultati pur in presenza di una situazione generale gestionale ancora da migliorare. Nonostante tutto, le nostre attività proseguono incessantemente facendo leva sulle nostre sole forze e possibilità e sulla nostra volontà di contribuire concretamente nel complesso lavoro di soccorso, cura e riabilitazione della fauna selvatica. Siamo fiduciosi per il futuro, visto che pochi giorni fa ci è giunta notizia che la Regione Basilicata a partire da quest’anno avrebbe deciso di sostenere i 4 CRAS lucani attualmente riconosciuti. Per questo motivo in questo periodo stiamo riaprendo le porte ai cittadini per la consegna o l’affidamento di esemplari in difficoltà che necessitano di cure, e già in questi giorni le strutture del centro hanno nuovi ospiti”.