In tema di giustizia ambientale questa nazione ha bisogno di più specializzazione dei magistrati e più internazionalizzazione perché in Italia, ad oggi, i reati più in crescita sono proprio quelli legati al mancato rispetto dell’ambiente e al traffico di esseri umani”.

A dirlo è stato Silvana Arbia, candidata alle prossime politiche del 4 di Marzo per il rinnovo del Parlamento Italiano, nella lista “Stato moderno solidale – SMS“, nel collegio uninominale Potenza Matera e in quello proporzionale al senato, nel corso di un incontro con i giornalisti tenutosi dinanzi ai cancelli della Italcementi heidelberg di Matera.

Durante la mia carriera da magistrato (conclusasi il 6 dicembre 2017) –ha affermato– mi sono spesso occupata dei reati ambientali ed ora voglio continuare lo stesso impegno in politica a tempo pieno; esistono delle convenzioni, anche sovranazionali, come quella di Aarhus, per esempio, secondo la quale il cittadino ha il diritto di essere informato del rischio, anche se solo potenziale, che potrebbe ricevere da da determinati processi produttivi. Questo è un fatto che spesso s’ignora e che invece vorremmo diventasse prerogativa di ogni abitante di questo territorio che deve essere la vera sentinella di zona.”

“In merito all’azienda Italcementi, qui dinanzi a noi, per esempio –ha continuato la Arbia–  vorremmo capire: perchè il gruppo tedesco heidelberg ne ha rilevato la proprietà? Perchè è stato previsto un aumento di combustibili da bruciare? Se c’è un aumento di occupazione? Se abbiamo una Amministrazione in grado di dialogare con i manager di queste aziende? ”

Non tutti sanno, forse – ha detto ancora – che le amministrazioni hanno il potere di applicare il cosidetto “principio di precauzione” ossia il diritto di bloccare qualsiasi processo produttivo fino a quando non vi sia la consapevole certezza che questo non danneggi nessuno.”

Silvana Arbia, nel ricordare il suo impegno in tema ambientale, citando anche la lotta contro la discarica di Senise per la quale fu costituito un vero e proprio comitato, ha concluso dicendo che: “Non dobbiamo trasformare lo stato di diritto in uno stato di mercato”.

Per l’occasione sono stati presentati gli altri candidati della lista come Elisa Laraia e Claudio Latorre oltre che la direttrice del movimento Emma Tarulli.