Ve la ricordate la pubblicità secondo cui “il metano ti da una mano” e veniva presentata come”l’energia del futuro”? Ebbene, contrordine, l’ ONU mette questo gas sul banco degli imputati e se si vuole ridurre il surriscaldamento dell’atmosfera occorre un taglio drastico al suo utilizzo, come a tutti gli altri fossili.

Emerge con chiarezza in queste ore come avesse ragione chi, già da allora, riteneva  che l’accordo di Parigi fosse inadeguato e che il contenimento a +2°C rispetto ai livelli pre-industriali non serva a scongiurare un bel nulla.

In chiave nazionale basterà tutto questo ad indurre il Ministro del MISE Di Maio a sostenere, senza quelle ambiguità rilevate nel suo recente comizio a Potenza domenica scorsa, che l’estrazione e l’impiego di fonti fossili costituisce un’offesa alla salute dei cittadini e all’ambiente? Che non esistono “trivelle sostenibili”?

E’ sperabile, anche perchè, per accompagnare il Paese verso una condizione di sostenibilità ambientale occorrerà accompagnare una sua riconversione industriale (con ricerca ed investimenti) che da altre parti è già in fase avanzata.

A seguire, sul tema,  un comunicato stampa delle associazione ambientalista COORDINAMENTO NO HUB DEL GAS:

Il metano non è “più verde”; il rapporto ONU sui cambiamenti climatici mette questo gas sul banco degli imputati.

Per rimanere entro 1,5 gradi di aumento delle temperature fondamentale un drastico taglio delle emissioni di metano.

Coordinamento No Hub del Gas: follia puntare ora su gasdotti, stoccaggi e nuovi pozzi, sarebbe un errore strategico per l’ambiente e per l’economia del paese.

Il metano non è per niente “verde”: se vogliamo salvare la Terra da un riscaldamento globale pericoloso per la vivibilità bisogna tagliare drasticamente le emissioni in atmosfera di questo gas .

Infatti la fandonia del metano come fonte fossile di energia “più verde” è stata recentemente smentita da autorevoli pubblicazioni scientifiche; ora è la volta dell’IPCC, il comitato dell’ONU sui cambiamenti climatici, che ieri ha diffuso un rapporto drammatico sul futuro del pianeta.

Più volte abbiamo riferito che le ultime ricerche evidenziano che a parità di emissioni il metano ha un potenziale clima-alterante 84 volte quello della CO2.

Nella filiera del metano, dai pozzi di estrazione ai gasdotti, passando per stoccaggi e rete di distribuzione, si perde in atmosfera dal 3 al 10% di prodotto, con un impatto enorme sul clima.

Il rapporto ONU diffuso ieri in Korea è chiarissimo sul punto: per rimanere entro 1,5 gradi di aumento della temperatura non solo bisogna azzerare le emissioni di CO2 entro il 2050 ma è necessario ridurre drasticamente le emissioni di metano, con buona pace di chi ancora oggi spaccia questa fonte energetica fossile come possibile “transizione” verso le rinnovabili.

Costruire ora con i soldi delle bollette dei cittadini italiani gasdotti, stoccaggi, pozzi che dureranno decenni per fare dell’Italia un “HUB DEL GAS” europeo significa imprigionare il paese nella camicia di forza di fonti energetiche fossili pericolose che dobbiamo abbandonare quanto prima.

Insomma, i promotori di questi progetti rischiano di far fare al paese un errore strategico non solo sotto il profilo ambientale ma anche dal punto di vista economico.

Il rapporto dell’IPCC può essere scaricato integralmente qui:http://www.ipcc.ch/report/sr15/

COORDINAMENTO NO HUB DEL GAS

Info: 3683188739
e-mail:segreteriah2oabruzzo@gmail.com