Non ha nidificato su un comignolo come accade nel nord Europa e in alcune regioni settentrionali del nostro Paese, ma in uno dei tanti siti naturali del Parco della murgia materana. E per tre piccoli di cicogne nere lo svezzamento avverrà in un luogo protetto, prima di mettere le ali e raggiungere i caldi cieli del continente africano.

L’evento è stato preparato dai genitori e seguito nella massima discrezione dagli operatori dell’Ente che, giustamente, hanno dato notizia dopo la schiusa delle uova e mantenendo – giustamente- riservatezza sulla ubicazione del nido. Ci mancherebbe altro e l’auspicio è che l’esempio venga seguito da altre coppie di cicogne così come accade per altre specie, a cominciare dai falchi grillai, che svernano e nidificano nell’habitat rupestre.

I piccoli non hanno ancora un nome. Per i genitori è un problema che non si pone, visto che la prole quando sarà in grado di volare faranno parte della dimensione dei cieli. Ma per la fantasia dei cuccioli d’uomo ( se leggessero il libro della Giungla non sarebbe male) un nome ha valore.

Suggeriamo al presidente Pier Francesco Pellecchia ad affidare ai bambini, tanti, che ogni giorno frequentano il Parco a farlo.Da cosa nasce cosa come un maggior rispetto verso il Parco, come auspicato nella nota che segue.

COMUNICATO STAMPA

NATE 3 CICOGNE NEL PARCO DELLA MURGIA MATERANA

L’Ente Parco è lieto di annunciare la nascita nei primi di maggio di tre Cicogne nere, frutto di oltre un mese di lavoro, per la cova delle uova da parte di entrambi i “genitori”.

La divulgazione delle valenze naturali dell’Area Parco, contestualmente all’attuazione di tutte le misure necessarie per la concreta conservazione di queste specie e dei loro siti di nidificazione, è l’obiettivo che l’Ente Parco intende raggiungere.

Il buon andamento della nidificazione delle Cicogne, è un ottimo segnale per valutare positivamente il lavoro svolto sinora per la tutela dello splendido territorio murgico che l’Ente Parco è chiamato a salvaguardare.

Tanto lavoro c’è ancora da fare per la tutela di queste specie e per tutto il territorio, anche a fronte del vertiginoso aumento della fruizione turistica dei luoghi, che negli ultimi anni si sta registrando a Matera.

L’Ente Parco della Murgia Materana si auspica che da parte di tutti i cittadini e fruitori dell’Area Protetta, ci sia il massimo rispetto nei confronti di questa specie e di altre come il Capovaccaio (Neophron percnopterus) che nidificano utilizzando le pareti rocciose della Gravina.

L’Ente Parco stesso, proprio negli ultimi giorni ha espresso il diniego ad alcune attività richieste, in quanto potevano potenzialmente arrecare disturbo al nido.

L’Ente Parco continuerà a preservare questo territorio intraprendendo attività di ricerca e realizzando azioni di conservazione di questi meravigliosi ospiti delle Gravine.