Peccato, tra rammarico, delusione e perplessità perchè come sia finito a Matera, all’ultimo momento, nel ”non se ne fa nulla” il progetto di piantumazione di alberi di arancio amaro tra via Lucana,via Roma sud fino a raggiungere via Ridola, nei pressi della Provincia. Al loro posti i dozzinali oleandri. Tutta un’altra cosa…Era tutto pronto sia sul piano delle procedure, del coinvolgimento degli operatori economici del centro che per la risonanza dall’Austria alla Grecia che l’esperimento di Matera per la piantumazione, lungo le strade del centro, avrebbe avuto quella pianta che è florida in tutti i paesaggi e contesti mediterranei. Non sarebbe attecchita? Mah, forse…eppure a Roma, nei pressi del Ministero dell’Agricoltura, agronomi, periti e forestali ne fanno un esempio di identità di specie autoctone da valorizzare. E invece… a Matera, all’ultimo momento, e senza un minimo di confronto e di relazioni preventive si preferisce annullare tutto senza lasciare la porta aperta…per ritornare sul progetto più avanti. Peccato davvero per come sia andata e per come sia finita la cosa, tanto più che l’iniziativa era stata ampiamente pubblicizzata. Sulla stessa, nell’ampio programma per i ”Giardini di Marzo” nella villa Comunale e per i Mandorli in fiore davant al Palazzo dell’Annunziata, si è impegnato e ripiegato con continuità l’architetto Angelo Stagno, insieme ad altri concittadini, e con l’approvazione del Comune, di oltre 200 commercianti del centro entusiasti dell’operazione e forti delle esperienze impiantate in altri Paesi. Senza dimenticare il sostegno di privati per rendere fruibili gli spazi di impianto e di alcuni vivaisti per mettere a disposizione le piante. Pazienza ma il fallimento della messa a dimora di piante di arance amare…lascia l’amaro in bocca, per la figura non certo edificante rimediata dalla città e da quanti con entusiasmo ci hanno messo la faccia. Attecchiranno gli oleandri, a quanto pare. Ma Angelo Stagno è persona tenace, poco ”mediterraneo” ma estremamente pratico, concreto e credibile come è nella cultura teutonica. E così, in attesa che l’ipotesi di pedonalizzazione del di via Tommaso Stigliani si concretizzi attorno alla villa Comunale, sta portando avanti il progetto di ripristino e attivazione delle meridiane, quegli orologi solari – come le piante di arance amare ( Citrus aurantium)- simbolo di identità della civiltà mediterranea. E così, con una nota inviata alla direttrice del Polo Museale di Basilicata, Marta Aragozzino, ha proposto insieme a Giuseppe Bianco direttore dell’Agenzia spaziale italiana e a Giuseppe Zuccalà astronomo barese , di poter riattivare un antico orologio solare dismesso nell’antico Palazzo Lanfranchi di Matera, Nel chiostro, laddove ci sono già piante di agrumi, troverebbero spazio due giovani piante di citrus aurantium, flora stanziale di conventi e complessi ecclesiastici del passato. Tutto fattibile. Ma attendiamo il ”disco verde” per un progetto che potrebbe essere un esempio di buone pratiche anche per altri beni culturali del territorio.