La nomina a Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare di Sergio Costa, generale dei Carabinieri forestali – con parte della carriera svolta anche in Basilicata (dall’8 aprile 2009 al 23 aprile 2010 fu comandante regionale reggente della Basilicata, e vice comandante dal 24 aprile 2010 al 30 aprile 2011)- noto alle cronache per le sue indagini sulla terra dei fuochi è stato salutato positivamente da chi si batte in difesa dell’ambiente.

In concomitanza con la sua prima visita in Basilicata (sabato prossimo) associazioni e movimenti ambientalisti hanno inteso produrre un dossier sulle principali questioni sul tappeto.

Ad annunciarlo è  il comunicato stampa congiunto a firma di diciannove di queste associazioni e  comitati, nonchè singoli esponenti (l’elenco completo lo trovate più avanti) che pubblichiamo a seguire:

“E’ stata inviata al Ministro Costa la sintesi del “DOSSIER BASILICATA 2018”che Movimenti, Associazioni, Comitati e Cittadini lucani impegnati nella tutela dell’ambiente hanno redatto per fornirgli un quadro sinottico della maggior parte dei problemi del territorio lucano, che evidenzi con forza l’incredibile “EFFETTO CUMULO” cui questa regione ed i suoi abitanti sono sottoposti da decenni e che non sono più in grado di tollerare.

Attività estrattiva, eolico selvaggio, amianto, cementerie, inceneritori, inquinamento dell’acqua sono solo alcuni dei temi affrontati in questo documento, che analizza anche gli effetti negativi sulla salute generati dalla presenza contemporanea di un numero così elevato di attività fortemente inquinanti che, oltretutto, vengono svolte spesso senza i necessari controlli da parte di istituzioni locali a volte più attente alla difesa degli interessi economici predominanti che alla tutela dei cittadini e dei beni comuni.

I lucani si ammalano sempre più frequentemente e sono ormai diventati dei veri e propri “migranti ambientali” sia per le malattie che per la forzata chiusura di tante piccole attività dei settori a cui questa terra è vocata, con la conseguenza di uno spopolamento ormai impressionante.

Nonostante questa insostenibile situazione, purtroppo la spada di Damocle di ben 17 NUOVE ISTANZE DI RICERCA DI IDROCARBURI pende sul capo dei cittadini lucani.

Occorre un deciso cambio di passo se non si vuole sancire la distruzione definitiva di questa regione e la speranza dei Movimenti è quella di poter finalmente dialogare con un interlocutore istituzionale attendibile e sensibile ai problemi ambientali del territorio.

E’ proprio per poter discutere delle azioni da mettere in campo, oltre che per presentargli il DOSSIER BASILICATA 2018 completo, che i Movimenti hanno rivolto al Ministro l’invito ad inserire nei suoi programmi un incontro urgente in Basilicata offrendosi anche di accompagnarlo, in quell’occasione, in una sorta di “SPAZZA-TOUR” dalla Val d’Agri, ai SIN di Tito Scalo e della Val Basento, alla Fenice, al fiume Noce, alla Matera reale – non la patinata “capitale della cultura 2019” – e ad altri siti ancora, perché tocchi con mano almeno alcune delle devastazioni ambientali che ogni giorno i cittadini lucani sono costretti a subire.”

Osservatorio Popolare Val d’Agri
Associazione “Unmurod’amare”
Gruppo Volontari per l’Ambiente – Matera
Coordinamento Regionale No Triv
Comitato no Triv Brindisi di Montagna
Associazione “Transizione Montescaglioso”
Comitato “Terre Joniche”
Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica
Associazioni “Antigone” ed “Ehpa” – Oppido Lucano
Comitato Piani del Mattino – PZ
Associazione Italiana Esposti Amianto
Associazione “Medicina Democratica”
Associazione “Salute e Ambiente – NO Inceneritore Matera”
Comitato Diritto alla Salute – Lavello
Rivista “Valori”
Comitato per la Salute del Fiume Noce
Coordinamento Regionale Acqua Pubblica
Prof.ssa A. Colella
Prof. E. Alliegro