I protagonisti e imbecilli del narcisismo social ormai abbandonano e li vorremmo vedere almeno una volta dar di mano e di polso con flabellotti e lance per spegnere gli incendi o, meglio, per intervenire in maniera preventiva per la manutenzione del sottobosco, a tagliare rami che si intrecciano con gli alberi vicini o a rimuovere plastica e cartacce che favoriscono il propagarsi delle fiamme. Beh, cause dolose a parte, l’incendio che per tutto il pomeriggio di giovedì 13 luglio ha funestato Metaponto Lido ne è stato un esempio esemplare. Con le fiamme partite dalla vegetazione del Bradano e poi arrivate alle pinete che costeggiano le spiagge e prima ancora i camping Julia, Riva dei Greci e Mondial che ha subito i danni maggiori. Fumo e fiamme alte e le squadre dei Vigili del fuoco, insieme a volontari e alla Protezione civile che non si sono risparmiati per evitare danni peggiori. Ci sono voluti anche tre mezzi aerei, un elicottero e due aerei canadair, per avere ragione delle fiamme e di un vento dalla direzione cangiante che ha ritardato non poco gli interventi di spegnimento. Poi la bonifica, l’arrivo di amministratori regionali a rendersi conto di cosa fosse successo, con l’assillo di curiosi per postare l’ennesima foto su profili social e fotogallery dell’aereo che rovescia tonnellate di acqua o dei turisti che vanno via, degli operatori che si dannano per quanto subito  insieme ai turisti, che hanno dovuto ritornare a casa anzitempo. La domanda è sempre la stessa: si poteva evitare? Certo. Senza prevenzione si fanno solo chiacchiere e la manutenzione del territorio va fatta sempre. Tutto l’anno, superando la pratica spesso assistenzialistica dei cantieri forestali a tempo lungo un rapporto consolidato del consenso tra politica e precari.  Se la Basilicata va a fuoco è proprio per questo motivo. Aggiungiamoci poi la soppressione del Corpo Forestale dello Stato, grazie alla dabbenaggine degli ultimi due governi che hanno approvato una riforma della Pubblica Amministrazione, a dir poco sciagurata. Ma non dimentichiamo il degrado dei fronti urbani e delle città, dove sfalcio dell’erba e potature avvengono con puntuale ritardo e il fuoco lambisce abitati, sedi stradali e ferroviarie. L’abbiamo scampata bella. Poteva scapparci il morto…